Io da tanto

Quello che c’è fuori dal mio balcone alle sette di sera è un pezzo di cielo e città, scende presto il sole, tra ombra e vento, seduta, mi copro la faccia, come quella volta in cui mi insegnarono il tramonto con gli acquerelli.
Solo sedici euro e due bicchieri per un tramonto a qualsiasi ora del giorno.
Come il tramonto a Copenaghen, tra la pioggia e quaranta corone per ogni respiro.
Le più grandi decisioni si prendono nei momenti più brevi possibili, come quando dico a mia mamma che andrò via mentre mettiamo il mascara allo specchio e mi risponde che lei e papà non mangeranno più le patatine fritte, così saranno magrissimi quando torneremo a casa.
Mi piace l’idea del tornare a casa, è sempre stata la mia soluzione.
Sono sul bagnasciuga di un anno che sarà difficile, mi ricordo che ho scritto sul post-it accanto: “avremo qualcosa da raccontare” .

Annunci

“Pensavo fossi antipatica prima di conoscerti.”

È solo una questione di abitudine.
Devo solo abituarmi al fatto che la mia vita è un continuo altalenare, che un giorno dai cento e il giorno dopo ti ritorna zero con annessi stati confusionali e lacrime.

Questo così dovrebbe essere il mio primo post su questo blog di cui mi vergogno un sacco perché per la prima volta ci metto la faccia alle stronzate che scrivo.
Quindi perché non tagliare il nastro in una di quelle giornate che quando arrivi a sera ti viene solo da dire “ma che cazzo è successo?”
Okay, sarà un blog estremamente caotico e molto poco puntuale.
La mia prof. dice che faccio troppe frasi nominali, io so che metto troppo spesso e troppi punti.
Ho riletto circa trenta volte queste parole perché sono sempre indecisa su tutto, su le situazioni in cui mi trovo, su le persone (di merda) che incontro, sull’inutile filosofare che mi affligge o tipo su che scarpe comprare e su che scarpe comprare ancora.
Il perché di questo nome lo spiego più in là o non lo spiego proprio perché è veramente poco fondamentale.
Che faccio, chi sono e dove respiro: sono tutta un’altra storia.

Per ora lascio una foto qui perché sono stata con tutta la mia famiglia a mille e seicento metri tra le nuvole (che per me è come scalare l’Everest!) e questa cosa, unica e sola di oggi, mi fa sorridere.

IMG_9757.JPG