Parole per me, anche per te.

Ma allora cambiale le tue abitudini, che sia un inchiostro o la maglietta che non lasci da tre anni per non vederti mai diversa. Mai cresciuta, ma sempre quella.

Che piacere la spregiudicatezza dei vent’anni, tra il sesso e i compleanni che non fanno esser donne.

C’è un silenzio inafferrabile, privo di conforto e di bisogni, spigoloso e freddo, per muoversi nelle cose in cui si brucia, e si ama. Fuori dalle occasioni per perdere aria e vedersi ritornare lacrime.

Puoi diventare come ti immaginano, somigliare a come sei, ma non sarebbe la tua storia e di nulla saprebbero le parole che ti stai dicendo. Ora che intorno è la parte sinistra del cerchio di Itten.

Le notti sono fatte per non parlarsi affatto, fatte per modellarsi, deboli e affabili, per l’alba dopo, per tirare su gli occhiali e dirsi che è solo malinconia, solo tristezza per le cose dette tra un effetto e la normalità.

Da altrove parte la pace e mi raggiunge, tra libri e parole barrate. Le nostre statue scendono in città e si crepano di nuovi sogni. Così la parte migliore di me è dentro una valigia pesantissima, con l’amore di una vita per sé stessi.

“Di cosa vuoi che ti parli che ho poco più di vent’anni, se alla crisi mondiale preferisco i tuoi sguardi.”

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Di luci, di notti, di albe, di tramonti e altre mille storie di una provincia di una vita, sono paesaggi che sento dentro, che ho visto spesso dal balcone della mia camera o da un finestrino di un pullman troppo affollato.
Una provincia che da poco e niente in cambio, se non quei legami di una vita, di una strada, di una scuola e di bmx che spaccano le ginocchia.
Tonalità di sere sognanti, di rumori che modificano lo spazio, di sentirsi vivi, di sentirsi pochi e veri, di notti d’estate passate a fissare la luna tra i palazzi, di desideri di voler scappare e poi di conservare i ricordi, di sorelle che partono per le capitali, di università lontane.
Cresci, le biciclette si posano, ma le primavere ritornano sempre.
I colori si stendono e mi avvolgono, come cose che nascono dal niente e restano.
Resta il significato.