Io da tanto

Quello che c’è fuori dal mio balcone alle sette di sera è un pezzo di cielo e città, scende presto il sole, tra ombra e vento, seduta, mi copro la faccia, come quella volta in cui mi insegnarono il tramonto con gli acquerelli.
Solo sedici euro e due bicchieri per un tramonto a qualsiasi ora del giorno.
Come il tramonto a Copenaghen, tra la pioggia e quaranta corone per ogni respiro.
Le più grandi decisioni si prendono nei momenti più brevi possibili, come quando dico a mia mamma che andrò via mentre mettiamo il mascara allo specchio e mi risponde che lei e papà non mangeranno più le patatine fritte, così saranno magrissimi quando torneremo a casa.
Mi piace l’idea del tornare a casa, è sempre stata la mia soluzione.
Sono sul bagnasciuga di un anno che sarà difficile, mi ricordo che ho scritto sul post-it accanto: “avremo qualcosa da raccontare” .

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La trama di qualcosa che non esiste.

Corre sempre, nel traffico, sulle strade sterrate, nei sobborghi all’estremità delle città.
Lo circondano le colline, qualche rovina di castelli confusi tra gli alberi.
Cerca qualcosa che nessuno ha.
Non si è mai accorto che le cose scappano tanto da far credere che non esistano. Anche quando ha mal di testa e lo stomaco sottosopra. Magari è anche notte.
Ma non bastano i “basta”, non sono bastate le delusioni, le bastonate.
Si convince di voler essere l’alternativa a queste vite di routine, sempre.
Così carica la valigetta, lo zaino, le tasche.
E va tra la folla, tra gli occhi di chi incontra, tra le mani che stringe e i corpi che porta tra le lenzuola.
Mai situazioni esatte, mai momenti giusti.
Quando chiude gli occhi si sente cadere. Anche al culmine dei piaceri.
Oggi ha saltato la cena, è uscito.
Cerca qualcosa, nelle persone, forse.

Ma vive ancora, anche senza lui. Non si chiede mai che fine abbia fatto. Non si incontreranno mai, o mai più. Le storie si intrecciano, ma i nodi non sempre si stringono.
Così una si rifà una vita intera e uno si stravolge l’esistenza.

Poi gli pare buffo: nati per cambiare, per trovare una storia simile alla propria, per azzardi del destino, per fare a pugni con tutte le paure, per riempire ogni vuoto e smetterla di immaginarsi una piuma.
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