Cosa scrivo, cosa leggo, cosa penso in questi giorni.

E’ tanto che non scrivo qui, ma non c’è stato un giorno in cui io mi sia dimenticata di avere questo spazio. Non è vero che non ho avuto tempo, è che non ho avuto molte parole e nemmeno adesso so se ne avrò abbastanza. Sto affrontando un lungo inverno, tra mal di testa ed esami.Cerco di tirarmi fuori. Ho trovato un piccolo lavoretto che non mi sottrae molto tempo, ed è quello che gli hipster chiamano copywriter o scrittore freelance o ghostwriter. Sì insomma, quello. Quindi scrivo degli articoli su richiesta e cedo i miei diritti d’autore, così un sacco di siti (anche quelli che meno ti aspetti!) fanno i fighi con le parole degli altri. Il mio primo ordine è stato scrivere annunci sexy (ma non troppo forzati mi raccomando!) per un famoso sito di incontri. E wow, che entusiasmo. Poi man mano ho acquisito delle stelline, così ho iniziato a scrivere qualcosa che più si avvicinava alle cose che conoscevo o che almeno mi piacevano. Ma questa è una storia in divenire, magari ne riparliamo più in là.
Da quando ho iniziato l’università ho pensato a mille altre cose che mi interessavano e che volevo migliorare. Per prima me stessa. Ho riflettuto molto anche su questo blog e sul poco impegno che ci stavo mettendo. Ho alcuni progetti carini che spero di intraprendere prima e nel modo migliore possibile, appena ho lunghe giornate da dedicare alla scrittura di cose serie.
Sto preparando un esame di letteratura italiana e credo che lo stia facendo con passione, più che altro combattendo contro tutte le distrazioni. Rileggo alcune “cose vecchie” che al liceo non avevo mai notato o che non avevo mai colto davvero il significato, hanno un sapore diverso di vita. Penso che sia un atto di crescita, ma le figure retoriche non mi piaceranno mai nella mia carriera. Mia sorella si è ufficialmente trasferita a Milano, ha un lavoro e i suoi occhi si vedono sempre bene, anche in mezzo a tutta la nebbia. Ogni tanto mi telefona dicendo che si annoia, così gira tutti i negozi di trucchi finché non è stanca e torna a casa con il tram. In provincia i tram non sono mai esistiti. Così io sono un po’ figlia unica, perché poi c’è il mio gatto.
Sto vedendo cambiare un mare di cose, le paure e i nuovi giorni, nella mia vita e in chi non mi appartiene. Ho ancora tutti gli sbalzi d’umore, ma la verità è che sono viva e ci sto provando.
Ci sentiamo presto, ma se vuoi, sai dove trovarmi.

P.s. Bello il nuovo album de “I cani”, dovreste ascoltarlo!
P.p.s. Buon anno nuovo, non ve l’avevo ancora detto.

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