Non ho smesso mai.

Quando avevo diciassette anni pensavo davvero che il mondo andasse troppo lentamente; che gli anni veri non sarebbero arrivati mai e sopratutto che gli altri fossero così apparentemente grandi da lasciarmi sempre dubbi su come io sarei diventata.
Compii diciott’anni, lasciai il liceo, non cambiò niente il giorno dopo e nemmeno quello dopo e nemmeno quello dopo ancora. Ma questa è una storia già letta.
Quando ebbi diciannove anni a malapena ricordavo cosa fosse successo in quell’anno e pensai che forse il tempo era trascorso davvero troppo velocemente, anche se era solo uno dei cliché che mia mamma estrapolava dai ricordi dei suoi anni ’80.
Attualmente scrivo affinché tra qualche anno il tempo non sembri solo uno srotolarsi di parole e di giornate che si confondono e si ricordano poco. Infondo non saprei di che parlare se non della normalità che ogni mattina mi aspetta fuori dalla porta, io pronta, l’abbraccio ed esco. Un po’ come faccio con mia mamma che poi, nel senso più bello del termine, tanto normale non è.
Ho spesso l’impressione di lasciare trasparire il contrario di ciò che intendo, un po’ come una sfera di pinball finita nel posto sbagliato e con il tilt in azione. Quando avevo quindici anni avevo uno stretto legame con il flipper nella sala giochi sotto casa, un giorno ci andai, non lo dissi a nessuno e guadagnai uno di quegli schiaffi che è raro dimenticare.
Ottenere la piacevole sensazione di esser amati da tutti è una pura utopia, ma a undici anni facevo gli autografi sui quaderni, perché sarei diventata (sicuramente!) una star.
Ma questo è pur sempre il mio solito divagare.
Io all’università non voglio lasciare andare il mio tempo, perciò devo laurearmi presto. Mia sorella, tra una tappa e l’altra del suo tour “after-graduation”, dice che posso essere chi voglio, però non vale più la regola dell’intelligente che non si applica. Ma ho fiducia, tutto sommato dicono che la mela non cadrà mai molto lontano dall’albero.
C’è un mare di vita da fare, e io ho solo bisogno di diventar grande e di non avere l’ansia quando non ce n’è bisogno.
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Autore: hoengrey

Racconterò di me, dentro a questi anni, racconterò di chi come me non sapeva cosa raccontare.

3 pensieri riguardo “Non ho smesso mai.”

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